LUDIKall'incirca un blog di Luca Di Ciaccio [ homepage ] . [ parole ] . [ immagini ] . [ video ] . [ links ] . [
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30.6.03
In Italia, porca miseria Propongo a questo sito e a tutti i siti - a questo blog e a tutti i blog - e soprattutto propongo all'Unità e a tutti i giornali della sinistra - ma anche a quelli della destra, perchè no? - di abolire un'espressione interrogativa che mi perseguita. E' questa, all'incirca: "In quale altro paese del mondo...?". Seguono varianti infinite. Basta. Basta. Basta. Cambiate. Svoltate. O ricordatevi il titolo di questa mia. (Filippo Facci, via Sabelli blog) 29.6.03
Afa preventiva (di Michele Serra) LUGLIO 2003 Continua l'ondata d'afa: un pensionato cardiopatico, ripetutamente invitato dal Tg1 a bere molta acqua, muore d´infarto mentre tenta di caricare in ascensore dieci confezioni di minerale da 22 chili l'una. AGOSTO 2003 Caldo torrido. Un pensionato cardiopatico muore di dissenteria dopo avere seguito il consiglio del Tg5 di mangiare solamente sedani e nespole. SETTEMBRE 2003 L´afa non dà tregua. Un pensionato cardiopatico, invitato dal Tg2 a uscire di casa solo nelle ore più fresche, cade dalla finestra mentre si sporge per misurare la temperatura con il termometro. OTTOBRE 2003 Il caldo è scomparso, ma migliaia di pensionati cardiopatici, terrorizzati, restano barricati in casa seduti su cassette di acqua minerale, e con quintali di frutta e verdura in putrefazione, perché i telegiornali si sono scordati di annunciare l'autunno. 27.6.03
31 porta a porta Il blog Wolfli presenta la lista Hornby delle 31 puntate di Bruno Vespa della sua vita. "Vero specchio del nostro mondo e della nostra psiche", dice lui. 26.6.03
Il mondo nuovo dell’idrogeno «La produzione su larga scala dell’idrogeno dall’energia solare è per ora una lontana speranza, ma magnifica. Se avessi un futuro, lo investirei lì, un posto al sole, e senza chiedere interessi. Che i petrolieri non intralcino la strada, e neanche i persuasi che tutto il male del mondo venga dalla maledetta fame di petrolio. Dopotutto, se si lasceranno perdere le caverne di oro nero e si punterà all’insolazione dei deserti, il paese strategico diventerà – indovinate: l’Arabia Saudita!» (Adriano Sofri, su Repubblica di oggi) Corso di economia politica/ 20 DEMOCRAZIA CILENA Hai due vacche. Nessuna delle due ha visto niente, sa niente, né è disposta a testimoniare. 25.6.03
Cari aspiranti web writer... Il mestiere è difficile, nel frattempo apritevi un blog. Luisa Carrada, autrice dell'utile sito Mestiere di scrivere, ha scritto una lettera aperta agli aspiranti professionisti della scrittura in Internet. Con l'onesto dovere di scoraggiare le folle ma soprattutto con qualche interessante consiglio ai volenterosi. E la Facoltà blocca le iscrizioni La Facoltà di scienze della comunicazione di Roma ha deciso di bloccare le iscrizioni per il prossimo anno accademico. Quella che poteva sembrare una provocazione, in realtà sta assumento i toni di una necessità. 1296 iscritti, un incremento di tremila matricole l'anno a fronte di 61 docenti di ruolo e 8 unità di personale tecnico-amministrativo. Fabbisogno di spazi stimato in 25000 metri quadri, mentre attualmente se ne dispone di soli 3600, con conseguente affollamento e uso di cinema o strutture sparse per la città. E dall'anno prossimo l'ulteriore attivazione dei corsi di laurea specialistica come previsto dalla riforma. «Un enorme disagio congiunto dei docenti e degli studenti, che ormai ha raggiunto livelli tali da compromettere seriamente sia i risultati pedagogici, sia la dignità degli studi e delle persone», ha dichiarato il preside De Masi. La maggiorparte degli studenti appoggiano il blocco, scelta sofferta ma utile, e denunciano per l'ennesima volta i loro disagi. E' stata lanciata l'idea di una giornata di mobilitazione, a settembre, per attirare l'attenzione sui problemi della Facoltà. C'è chi ipotizza di bloccare la prossima sessione d'esame, ma come forma di protesta risulterebbe quasi autolesionistica. Le aspiranti matricole farebbero meglio a lasciar perdere, ed è il consiglio che molti avrebbero dato aqnche prima che le porte venissero blindate: qui tira una brutta aria. Il problema del sovraffollamento di scienze della comunicazione, in verità. esiste già da anni. Da quando fu deciso di eliminare l'accesso a numero chiuso. Scelta di grande valore democratico ma che oggi ai più appare come miope: la Facoltà da allora venne impietosamente travolta da un boom di iscritti oltre ogni previsione. La sede è rimasta sempre la stessa: i tre piani del palazzo liberty di via Salaria 113, in coabitazione con Sociologia e il dipartimento di Informatica. La qualità degli studi, nonostante la buona volontà e l'appeal del settore, ne ha risentito, e l'applicazione didattita della riforma 3+2 ha peggiorato le cose. Anni di discussioni, ipotesi, contrasti con il Rettorato, ma una sede adeguata ancora non è in vista. La questione degli spazi è restata come inesorabile sottofondo della vita universitaria, dalle assemblee studentesche agli innovativi progetti di e-learning, dalle dimissioni dello storico preside Abbruzzese ai tentativi di apertura serale promossi dal neoeletto De Masi, dagli incontri di orientamento ai periodici scoop sui giornali. Il blocco delle iscrizioni deciso negli ultimi giorni, insomma, non è che il bubbone di un corpo malato da tempo, una decisione ad effetto che sta facendo discutere e forse (chissà) contribuirà ad accellerare il risolvimento dei nostri annosi problemi. Sul sito di Facoltà, in calce al comunicato di docenti e studenti, è apparso un invito all'approfondimento e al dibattito attraverso siti e forum, che non è rimasto inascoltato. Sul forum sdc - principale organo di discussione degli studenti - nel giro di due giorni i topic sul calcio, sulle scorciatoie per l'esame di ricerca sociale o su cosa si fa per amore sono stati scavalcati dal confronto sul "blocco". Decine di messaggi in poche ore. Aleggia l'ipotesi numero chiuso. Paradiselost scrive che "il numero chiuso restituirebbe coerenza e chiarezza ai corsi, che ora sono una giungla poco comprensibile e irta di professori a contratto posti lì per rispondere a favori e piaceri personali", nav3l immediatamente ribatte "il problema sono gli spazi e non si risolve con il numero chiuso ... bisogna dare il diritto a tutti di iscriversi a una facoltà". Emily, più realisticamente, si innervosisce: "perché, senza il numero chiuso vi sembra che il nostro diritto sia rispettato??? l'anno scorso x entrare all'europa a seguire ist. di sociologia(60 ore) mi sono rotta il piumino e la borsa (nonché le palle) nella calca indescrivibile che si formava, per entrare in un cinema e prendere gli appunti praticamente al buio". Ligh riporta una delle creative idee di De Masi: "andare a fare accattonaggio per strada per chiedere soldi per i figli della Moratti che porelli non possono andare ad un università così disastrata ". L'ipotesi di manifestare non trova tutti d'accordo, per esempio Cherie: "Personalmente non sono assolutamente disposta a manifestare (ed io non lo farò) per qualcosa che dovrei avere di diritto". Ornella si fa qualche domanda su cosa c'è dietro: "Perché all'epoca Morcellini & Abruzzese hanno aperto il numero chiuso, forse che il rettorato li abbia obbligati, per incassare i soldi di tantissimi iscritti, visto che immaginava che saremmo stati numerosissimi? Mi piacerebbe capire di più la politica del rettorato, ovvero capire chi c'è dietro e cosa vuole per impedire la soluzione concreta degli spazi; è vero che non ci sono tanti soldi, ma è vero anche che ci deve essere qualcuno che fa impicci per non trovare una soluzione decente". Livia invece giustamente si indigna: "è scandaloso e profondamente deprimente che una società non investa sui giovani, sull'educazione, sulla formazione, unica in grado di migliorare lo stato di cose...". Poetastrucola invece lascia perdere le politiche universitarie e scrive sul suo blog: "Ed io penso a tutti quelli che ora si troveranno davanti una porta sprangata". Al di là di tutto, ha colpito nel segno. Corso di economia politica/ 19 DEMOCRAZIA PARAGUAYANA Hai due vacche. Un generale ridicolo ti multa perché tieni gli animali in un condominio. 24.6.03
Conquiste del weekend 1) un'atroce scottatura dell'epidermide 2) il sottile piacere della cera bollente sulle braccia 3) la rinuncia a farmi la barba per la prossima settimana Corso di economia politica/ 18 DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA Hai due vacche. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte. 23.6.03
Ragazzi di Teheran Io, nel mio piccolo, aderisco all'appello del giovane bloggatore Sinistro per non dimenticarci degli studenti di Teheran, che combattono a mani nude per ottenere quella libertà che spetta anche a loro. «Quello che spero è che questo appello si trasformi in un grido che dalla rete si diffonda e attraversi le coscienze di tutti. Se io riuscirò a coinvolgervi, avrò fatto metà del lavoro, e allora non sarà un’utopia vedere sfilare qualche migliaia di persone sotto le ambasciate di Teheran. E non sarà improbabile che accanto a chi aveva messo, o ha ancora, una bandiera della pace a sventolare dal suo balcone, manifesti anche chi invece aveva in testa molti se e molti ma. Dobbiamo fare sentire loro che non sono soli, e questo lo dobbiamo fare prima che i partiti si schierino, prima che sinistra e destra parlamentari ci dividano per l’ennesima volta. Sbattetevene della destra e della sinistra. Questa è una lotta per la libertà, è una lotta per la vita e loro, laggiù in Iran, se la meritano come se la meritano tutte le persone di questo mondo. Se vi sembra giusto manifestare per gli studenti di Teheran, accogliete questo mio appello: parlatene. Informatevi e parlate di ciò che accade in questi giorni in Iran e linkate chi ne parla». La corrazzata sky nuova offerta satellitare: ecco i pacchetti di murdoch: PRIMOSKY, CINEMASKY SPORTSKY E CALCIOSKY. Ma che e', una tv polacca? (Andrea V., via Wittgenstein) 22.6.03
La vita, secondo Woody Allen "La cosa piu' ingiusta della vita é come finisce. Voglio dire: la vita é dura e impiega la maggior parte del nostro tempo... Cosa ottieni alla fine? La morte. Che significa! Che cos'é la morte? Una specie di bonus per aver vissuto? Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato. Bisognerebbe iniziare morendo, cosi ci si leva subito il pensiero. Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori perche troppo giovani. Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare e per quarant'anni, fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione. Seguono, feste, alcool, erba ed il liceo. Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilita, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando, e finisci il tutto con un bell'orgasmo!" 21.6.03
Mistery Dice il prof. Canevacci che io sono Mistery... «un vero personaggio uscito dal western di sergio leone, che alla fine del film non sai se ci ucciderà tutti ad uno ad uno in modi bizzarri oppure inquadra l'happy end de "arrivano i nostri"». 20.6.03
Momenti Tre momenti particolari, blob dell’ultima settimana. Lunedì sera, Baricco seduto accanto aVeltroni sul palco di un teatro che si chiede “Ma dove diavolo ha trovato il tempo di scrivere un libro?”. Martedì sera, Paco Ignacio Taibo II che fischietta l’Internazionale sul palco della basilica di Massenzio, e che mi firma il libro con la sua originale falsa Montblanc, comprata a dieci euro da un cinese a Roma. Mercoledì sera, i palloncini verdi, bianchi e rossi che volano via nel cielo davanti Montecitorio, e il la legge sull’immunità appena approvata, e i cori “unità, unità”. Ossessione «Se Berlusconi ci appare in tivù, ci assicura la macchina, ci stacca il biglietto del cinema, ci saluta a San Siro, ci vende i libri, ci affitta le case, ci fa le leggi, ce le disfa, ci governa e , non ultimo, ci intrattiene sull’importanza dell’acqua nei temi della maturità. E se noi, per uno spiegabilissimo e anzi salutare riflesso, esclamiamo “cazzo! ancora lui!”. Se ne deduce che non siamo noi a essere ossessionati, è lui che è ossessionante» (Michele Serra, su Repubblica di oggi) 19.6.03
Si chiamava esame di maturità Notizie dalla prima prova dell'esame di Stato. Un tema sull'acqua con una citazione di Silvio Berlusconi, una traccia revisionista sulle tragedia del XX secolo con un passo tratto dal "Libro nero del comunismo". E anche la censura della parola "Tangentopoli" nell'articolo di Massimo Gramellini dato ai maturandi per il tema sulla poesia nelle società di comunicazione di massa. Un altro di quei tentativi buffi e zelanti tipici dei funzionari berlusconiani alle prese con la gestione della cosa pubblica. Scrive Gramellini su La Stampa di oggi: «Senza ambire al Santorino d'Oro per il censurato del mese, agli studenti, giustamente perplessi, vorrei precisare che Tangentopoli non era una città costruita su una tangenziale, come forse gli diranno in futuro dal ministero della Verità, ma un fenomeno di corruzione realmente accaduto. E non basta rimuoverne il nome con i puntini di sospensione perché il suo ricordo scompaia dalla memoria di chi ogni tanto si sforza di ricordarla». Un confronto tra geni Ecco come un laureando in scienze della comunicazione e Umberto Eco si mandarono affanculo dopo un serrato dialogo. (blog Grande Cocomero, lui dice che è tutto vero e io sono disposto a crederci). Corso di economia politica/ 17 DEMOCRAZIA/2 Hai due vacche. I tuoi vicini decidono a chi va dato il latte. 17.6.03
L'ha detto lui, proprio così «Sì è vero la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani» (Silvio Berlusconi, stamattina al Tribunale di Milano) Corso di economia politica/ 16 SOCIALISMO ALLA CUBANA Hai due vacche. Lo Stato te le confisca e le rinchiude in una stalla collettiva con le vacche dei tuoi vicini. Un gruppo di bulgari, esperti di polli, bada alle vacche mentre tu sei spedito nei campi a tagliare le canne da zucchero. Lo Stato ti darà tutto lo zucchero e tutto il latte di cui ha bisogno l’Angola. 16.6.03
tmowatch.splinder.com Cioè, recensire la Telestreet gaetana e finire - al solito - per aprire un altro blog. (Per approfondire: Ciano spiega TMO al giornale locale di Rifondazione). 14.6.03
Amarcord il cane che dribblava le lattine, le bacheche strappate nel cuore della notte, le foto in cui vengo sempre mosso, le riunioni a cazzeggiare tra di noi, i video di tatiana bazzichelli, le candele di quella sera che scoppiò la guerra, il lucchetto caduto al suolo, la vagina arrabbiata, nietzche alle quattro del mattino in facoltà, le perquisizioni notturne al terzo piano, i gatti di simona, la tequila col bum bum al contrario, i crossing, suigiovanid'oggiciscatarrosopra, orsello che si addormenta, la camera obscura "ma che vor'di?", giuliana amelabiondaeatelamora, la laurea honoris causa alla sorella di micheal moore, canevacci sollevato in aria, il coltello di bettini, le birre - ancora una - le birre, il bivacco (oggi che si fa? - bho - perfetto), la pizza... lascaldounpochino?, la password t12nap, de masi e la storia dei quindicimila, io che seguo simone, i bossanova che mettono le spice girls, le orecchiette di santina, i tiri al pallone di tacco o di punta, la telefonata con gloglo, azzurra, le sedie della sala lettura, quella sera che massimo ha salutato e accompagnato alla porta mille persone ad una ad una, xelibri, i barbapapà, il verbo sbrattare, ex-cathedra chi?, la playstation della rinascente, l'incoscienza, io e giulia ubriachi a parlare in macchina del terremoto di messina del 1910, le locandine viola su nero, il risotto mantecato comelosofareio, rhum e pera tutto d'un sorso, la signora delle sei di mattina, tutte le volte che abbiamo ricominciato da capo, l'energia di cui avevo bisogno, il cocomeraro indiano sulla prenestina... 13.6.03
Dichiarazione di voto Domenica vorrei andare al mare, ma forse mi toccherà studiare. Ho rinunciato all'incarico di scrutatore, e ho suggerito a Riccardo di sostituirmi. Poi, dopo il tramonto, andrò a votare. Senza entusiasmo, per principio personale di esercizio della democrazia più che per altri motivi. Voterò no al referendum sull'estensione dell'articolo 18 alle piccole imprese. Anche in questo caso senza entusiasmi e di malavoglia. Voterò si al referendum sugli elettrodotti, anche se ho le idee confuse sull'argomento. Ipocritamente sono disposto pure ad ammettere che se la consultazione fallisse per mancanza di quorum non mi dispiacerebbe affatto. In ogni caso, l'astensionismo, pur con tutte le sue valide motivazioni, mi piace poco. Forse (sarà che sono ancora un neofita del diritto di voto) ci tengo ancora ad esercitare la democrazia. Appena tornati dal mare, vedete che il tempo si trova. Corso di economia politica/ 15 SOCIALISMO/2 Hai due vacche. Lo Stato te le confisca per rinchiuderle in una stalla insieme alle vacche di tutti gli altri. Tu vai a lavorare nella stalla collettiva dove devi badare alle vacche di tutti, senza curarti in modo particolare delle tue. Lo Stato in cambio ti permette di prendere il latte che ti serve (da ognuno secondo le sue possibilità e a ognuno secondo le sue necessità). 12.6.03
Io, però, mi sono divertito Ieri sera, Ex-cathedra è finita. Finita - finita, si dice. Ormai abbiamo esaurito tutte le attenuanti e le aggravanti. Un po' di energie e di progetti si sono persi per strada. Molte esperienze le abbiamo raccolte man mano. La compagnia, sopratutto quella, è stata fondamentale. Ora siamo alla fine, e io vorrei rifuggire dai saluti, i ringraziamenti, la commozione, i ricordi, i rimpianti, le dediche a futura memoria e tutte queste cose che si usa fare. Però un paio di cose ci sarebbero da dire... Che io mi sono divertito. Che mi sono ritrovato in un progetto e ci ho creduto e ne sono fiero. Che ho passato belle giornate e grandi serate e momenti memorabili. Che ho imparato qualcosa. Che sono nate delle bellissime amicizie. Che, tutto sommato, in certi momenti ci si può pure dichiarare felici. E ringraziare tutti. 11.6.03
Corso di economia politica/ 14 FEUDALESIMO/2 Hai due vacche. Il Signore feudale si prende la maggior parte del latte senza che venga compromesso in alcun modo il diritto di jus primae noctis. Potere transitivo: il Signore feudale munge te e tua figlia munge lui. Era una notte buia e non particolarmente tempestosa C’era la Facoltà aperta di sera (ieri e oggi, poi forse stop... ma non era già finita? Tanto hanno tutti l’aria di volere andare in vacanza, oppure di esserci già). C’era un’interessante proiezione del Festival Fotografia che avremmo pure degnato della nostra attenzione se non ci fosse tornato in mente che certe sere le viviamo per scherzare e fare gli scemi mica per guardare i documentari di RaiSat Art senza nemmeno l’aria condizionata. C’era qualcosa da bere, com’è giusto che sia, tre birre (e mezzo), un rhum e pera (e mezzo). Poi il sottoscritto era fresco reduce di bocciatura ad esame di lingua francese – prima bocciatura di onorata carriera – dunque si è materializzata l’urgenza di decidere se sia il caso di abbandonare gli studi per darsi alla zappa o leggere Pessoa in santa pace. È finita che era tardi, eravamo sui sedili posteriori di un’auto, e io ho preso delle forti pallonate in faccia. 9.6.03
Matrix Reloaded Matrix Reloaded: grande film ma pur sempre il seguito di un autentico cult cinematografico. E, in genere, i sequel (specie se iperpubblicizzati e sovraccaricati di merchandising) sono operazioni che fanno gridare vendetta agli originali. Nel caso del film dei fratelli Wachowski il risultato è migliore di quanto si potesse disperare. Certo, il brodo è stato notevolmente allungato ma resta comunque una miscela di grande qualità. Reloaded è il primo di due episodi (praticamente tranciati a metà con tanto di scritta “continua” e trailer finale) i quali raccontano ancora la lotta degli umani contro il programma Matrix che determina la realtà circostante e gli succhia letteralmente la vita. All’uscita del cinema ci siamo ritrovati d’accordo sul fatto che gli sceneggiatori avevano in mente un unico seguito, e che poi i produttori hanno abilmente riempito di inseguimenti ed effetti speciali per farne uscire due film con tanto di doppio evento e doppi incassi. A questo punto, bisognerà scongiurare per Matrix l’effetto “Star Wars” ovvero il diluvio della saga. A volte certe emozioni cinematografiche è il caso di interromperle, per non deteriorarle. Il secondo episodio perde la sobrietà dell’originale, tralascia la costruzione psicologica dei personaggi e l’intreccio logico della storia, gonfia la componente spettacolare. Un “Matrix al nandrolone” come è stato scritto. Ma comunque senza rinunciare alla fondamentale caratteristica di “intellectual action movie”: il mix di tecnologia e arti marziali, le citazioni di genere, i rimandi filosofici eccetera. Ad illustrare il Matrix-pensiero stavolta c’è la figura dell’Architetto (di bianco vestito e palesemente con la faccia di Freud), che si produce in un discorso a dir poco incomprensibile (leggetelo con calma, e giudicate se si tratti di genio o di stronzata). L’impressione è che il film sia pervaso di ironia, o forse era solo la mia resistenza umana a farmi individuare tracce di ironia nell’allucinante mondo di Matrix. Per esempio, la Bellucci. È chiaro che il suo ruolo di moglie cornificata e vendicativa rappresenti una piccola trasposizione di Muccino, non si capisce invece lo strano accento impastato di Monica. Che c’entra il dialetto umbro in Matrix? Avendo capito poco alcuni snodi della trama, ho dedotto che la Bellucci nel film fosse una Macchina, e in tal caso l’interpretazione le è riuscita benissimo. Un altro personaggio non protagonista che mi è rimasto particolarmente impresso è l’Uomo delle Chiavi. Un povero vecchietto, scovato nelle cantine di casa Bellucci e poi portato al seguito dello spericolato protagonista, che sembra disponga di tutte le chiavi dell’universo Matrix. Formidabile la descrizione che ne fa Selvaggia Lucarelli nel suo blog: «Memorabile la scena in cui uno dei nemici del mondo virtulale lo sta per uccidere pronunciando la frase solenne:”Ora tu non sei più necessario!” e prima che il fabbricante di chiavi riesca a replicare:”Perché, ti sei fatto il cancello elettrico?”, arriva Neo a salvarlo». La perfezione tecnica di alcune scene ad alto tasso di spettacolarità è davvero impressionante. Quelle con la moltitudine di agenti Smith in panoramica dall’alto farebbero un figurone anche in versione musical (non vorrei che qualcuno ci avesse già pensato). Ma il momento topico del film è l’inseguimento mozzafiato in autostrada. Venti minuti di mirabolante suspance in cui succede di tutto: sgommate, sorpassi, salti, acrobazie di ogni genere, lamiere attorcigliate... manca solo un pullman di svizzeri a cui mostrare il culo dal finestrino come in gita, e poi sarebbe stato l’en-plein. La produzione non ha badato a spese. Sembra addirittura che la strada dell’inseguimento sia stata appositamente costruita e a tempo di record per le riprese del film. Con una prospettiva del genere, il nostro Governo potrebbe chiedere di girare i Matrix 4 e 5 sul passante di Mestre. Corso di economia politica/ 13 CAPITALISMO CREOLO Lo Stato ha due vacche e ne vende tre. Fa in modo che una compagnia turca giochi in borsa, usando carte di credito revocabili, a nome di un fratello del governatore che vive a San Francisco. Poco tempo dopo lo Stato esegue il pagamento delle stesse esigendo che gli vengano restituite le quattro vacche, dopo aver calcolato le detrazioni fiscali corrispondenti al sostentamento e alla custodia di cinque vacche. I diritti di mungitura di sei vacche vengono trasferiti a una compagnia panamense con uffici sulle Isole Caimán. Le vacche vengono imbarcate ad Asunción del Paraguay con una ditta di trasporti del cognato di quello che emise le carte di credito, che vende nuovamente le sette vacche allo Stato. Una commissione del congresso, preposta ad indagare sui fatti, scopre che al porto ci sono otto vacche che appartengono al padrone di una ditta di posta privata che si è appena suicidato in una stanza di Entre Ríos. 8.6.03
TMO watch/ 5 (recensire la Telestreet gaetana e sopravvivere a dieci saggi scolastici di seguito) TeleMonteOrlando, la prima tv di strada meridionalista, pacifista, bipartisan, cristiana, saggioscolastica e gaetana, che si irradia dal tinello di casa Ciano al quartiere Montesecco di Gaeta. TMO è senza dubbio l’alternativa migliore al piattume catodico di questi tempi, senza complessi di inferiorità o di emulazione verso i giganti del monopolio televisivo, anzi fiera della sua scarsità di mezzi. Ciano da voce al gaetano medio che cerca una risposta ai suoi p’cché?. P’cché lo Stato... p’cché il Comune... p’cché il meridione... p’cché nessuno dice che... o ancora (il più spinoso) sulla questione del porto: p’cché ‘sto pet-cocke?? Ciano (“il brigante dell’etere”) si sta specializzando sempre di più: non manca a nessun appuntamento pubblico sul territorio comunale, accumula ore di trasmissione e tonnellate di videocassette (un vero archivio di antropologia gaetana: ma lo conserva in soffitta o riutilizza i nastri?). Nelle ultime due settimane, con sprezzo del pericolo, ha deciso di seguire tutti i saggi e le recite e gli spettacoli di fine anno: scuole di ogni ordine e grado, associazioni sportive, palestre, asili nido. La trovata stupefacente è stata trasmetterli senza soluzione di continuità, anche dieci uno di fila all’altro, maratone notturne che fanno invidia a Fuori Orario, un vero e proprio afterhours del saggio che metterebbe a dura prova anche il genitore più paziente e la maestra più fanatica. Per il pubblico dei teenager ha debuttato una versione da cameretta di “Top of the pops”. L’elemento principale (e più preoccupante) della trasmissione è un tale che si fa chiamare Dj Di Ciaccio, un adolescente pienotto che finge di manovrare dischi in vinile e balla in maniera forsennata cose tipo Shakira e gli Eiffel 65. Il sottoscritto Recensore – sdegnato – smentisce ogni parentela. Da quando è diventato titolare di un’emittente televisiva (abusiva si, ma né più né meno di Rete4) ad Antonio Ciano è consentito di fare cose che mai avremmo immaginato. Tipo irrompere nei corridoi del liceo e spiegare agli studenti gli ultimi 150 anni di storia a modo suo. L’occasione gli è stata data dall’inaugurazione di una mostra sulla seconda guerra mondiale. Ha spiegato ai ragazzi che Garibaldi è un ladro, Cavour un massone, Vittorio Emanuele III un criminale di guerra, che sotto quella scuola ci sono le ossa dei soldati borbonici morti nella battaglia del 1861 (vero), una foiba di gaetani (termine improprio), ha confessato che da piccolo andava a sottrarre i bottoni dalle divise da quei cadaveri riesumati e si è lamentato che oggi non ci sia nemmeno una croce a commemorarli (i morti, non i bottoni). “Le avete mai lette queste cose sui libri di storia?”, “Veramente no...”, “Eeeeh, ma voi dovete sapere che da Cavor fino a berlusconi c’è una massoneria padana che ci domina”. Alla lezione di storia nel liceo è seguita un’interessante intervista al signor Domenico Lenisi: ha ricordato gli anni terribili della guerra e la sua esperienza di sedicenne sfollato coi genitori sulle colline, come il resto della popolazione gaetana dopo il ‘43 mentre la città era sotto le bombe, poverissimi e sopravvissuti alla fame mangiando carrubi. Suggestiva la scelta di intervistare il Lenisi in località Colle, di fronte allo spiazzo in cui c’era il mercato nero e dove una mattina una bomba fece una strage di civili innocenti e poi addirittura tra i ruderi della casupola in cui era rifugiato con la famiglia. Vera tv-verità. Il pathos dell’intervista però ha rischiato di interrompersi quando un furgoncino Ape ha cominciato ad avanzare alle spalle di Lenisi, a meno di un metro da lui e non accennava a frenare. Poi l’immagine si è spenta. Attimi di suspance. Finché non ricompare Lenisi in primo piano, tranquillo, illeso e senza nessuno dietro. Sugli schermi di TMO poi è tornato il sindaco Magliozzi, per la conferenza stampa ad un anno dalla sua elezione. Il primo cittadino era piuttosto adirato e si è espresso in una lunga filippica contro il presidente dell’associazione commercianti che lo aveva criticato, “ma a questo chi lo ha eletto, si presentasse al giudizio della ‘ggente come ho fatto io e poi ne riparliamo” ha chiosato Magliozzi. Ciano, da vero bipartisan, subito dopo ha rimandato in onda la sua vecchia intervista con il rappresentante dei commercianti. Un’altro esempio di buona tv di strada è stata l’intervista a Antonio Raimondi, volontario internazionale laico dei Salesiani. Peccato per l’effetto di controluce che ha ridotto il povero Raimondi ad un’ombra. L’ombra di Raimondi pero' diceva cose istruttive sulla globalizzazione, sullo squilibrio tra Nord e Sud del mondo e sul declino economico del nostro Paese. Ciano ci metteva qualche intuizione delle sue, tipo “meglio pane e broccoletti che il meccdonald”. L’ombra di Raimondi ha apprezzato TMO (“è un piccolo strumento di democrazia, per far parlare la gente e far conoscere la realtà”) e ha confermato il suo orgoglio di essere gaetano “e di dirlo, ovunque vada”. Ma il vero insegnamento morale ci è stato dato da una barzelletta, raccontata dallo stesso Raimondi (non ha precisato se la dice anche all’estero): “Dopo che Dio aveva creato il mondo ci furono delle proteste, perché Gaeta era riuscita troppo bene rispetto a tutti gli altri paesi. Allora Dio per accontentare tutti disse: non vi preoccupate, ci penso io a riequilibrare la situazione. E fu cosi' che Dio creo' i gaetani”. 7.6.03
Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso eccola qua Filippo Facci, sul Giornale: Esercitazione per l'esame di giornalismo. Il candidato, posto che è ormai prossima la stagione estiva e che la rarefazione delle notizie istituzionali lascerà finalmente spazio a inchieste e servizi altrimenti impossibili per scarsità di spazio, inchieste e servizi che lascino finalmente spaziare l¹indole e la fantasia di giornalisti e direttori, il candidato, insomma, prenda in esame le seguenti e mirabolanti opzioni sulle quali eventualmente scatenarsi da qui a settembre: 1) Fa caldo; 2) Fa molto caldo; 3) Fa più caldo dell¹anno scorso; 4) Mai così caldo dagli anni Quaranta; 5) Mai così caldo dai tempi degli Assiro-Babilonesi; 6) Afa record a Milano (o altra città, ndr) con foto di gente che si bagna alle fontane ; 7) Intervista a un dietologo su che cosa fare in caso di caldo, tipo: stare al fresco, bere, non mangiare uno stufato di bisonte dopo 16 ore di sole, non lasciare anziani centenari e neonati di due mesi chiusi un Land Rover parcheggiata fuori dalle piscine pubbliche; 8) Servizio-monitoraggio su code, caselli, incidenti autostradali, cantieri fantasma, autogrill presi d¹assalto, il tutto corredato con interviste a guidatori in fila da aprile che dicono 'questa è l¹Italia'; 9) Servizio e interviste su gente addormentata a Malpensa (dopo sciopero) risarcita con un buono-pasto per acquistare un mottarello; 10) Servizio su una coppia di inglesi rapinati a Napoli: 'Mai più nel vostro Paese'; 11) Servizio sulle città ormai deserte (con foto di Piazza della Signoria e nove giapponesi) e riquadro con le polemiche di alcuni quartieri contro "Saracinesca selvaggia"; 12) Foto del Papa che scende dall'Elicottero in montagna; 13) Foto della Sardegna in fiamme e riquadro sulle accuse alla protezione civile; 14) Foto un po' mossa della misteriosa nuova fidanzata di Briatore; 15) Mappa della Maremma con freccine che indicano le case dei Vip; 16) Servizio sul fatto sorprendente che il mare più pulito monitorato dalla Goletta Verde, quest'anno, è al porto di Genova; 17) Servizio su uno squalo avvistato al largo di Otranto poi rivelatosi una scatoletta di tonno Maruzzella. Il candidato ha sette minuti di tempo, premesse le suddette idee, per: a) Averne finalmente una; b) andare finalmente in vacanza. 6.6.03
C’è il Signor Malaussène, con la faccia di Pennac Per niente ammaccata, la tua faccia, mica una faccia da superstite. Né una faccia incavolata. E per niente disillusa. Non il minimo rimpianto, mica una faccia da nostalgia. Né rivolta verso l’alto, mica una faccia da scagnozzo del Grande Paranoico. Nessuna idea preconcetta, nessuna mozione preclusiva, mica una faccia da contenzioso. Non disposta a trovare il mondo tanto logico, ma neanche a trovarlo assurdo. Misterioso, piuttosto interessante, insomma. La faccia stessa della curiosità! «Un piccolo Signor Malaussène, non c’è dubbio», commentavamo ieri sera osservando la faccia di Pennac. Sosia Il titolare del blog rivendica la somiglianza col signor Harry Potter, stabilita dalla Pizia e certificata nel suo libro. E, per favore, dopo aver visto l’ultima copertina di Sette (titolo “Harry Potter siamo noi”, dietro al maghetto le facce sorridenti di Prodi e Follini, nella pagine interne anche Veltroni) evitiamo i sillogismi (del genere ludiksomigliaapotter – pottersomigliaafollini – be’alloraludiksomigliaafollini – seguono risate). Corso di economia politica/ 12 CAPITALISMO UTOPICO Hai due vacche. Ne vendi una e ti compri un toro. 4.6.03
Capolavori Ieri sera c'era un cielo troppo arancione per non andarsene a Massenzio, a sentire Don DeLillo che leggeva, con passo lucido e spietato, l'amnesia del futuro. "Il futuro fallisce. Fallisce sempre. Non potrà mai essere il luogo crudele e felice in cui vogliamo trasformarlo". Un autografo sulla prima delle ottocento e passa pagine di Underworld che leggerò, con calma, questa estate. Poi di corsa nel cortile della Facoltà. Appena in tempo per ascoltare Giovanna Marini, intenta ad afferrare dal passato canzoni sulle mondine, sui treni per Reggio Calabria, sui signori padroni. Per riportarcele qui e ora, con una chitarra e una voce poco di maniera. 3.6.03
Corso di economia politica/ 11 CAPITALISMO ALLA BERLUSCONI Hai due vacche. Ne vendi 3 alla tua società quotata in borsa utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito con una partecipazione in una società soggetta ad offerta pubblica e nell'operazione guadagni 4 vacche, beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 vacche. I diritti sulla produzione del latte di 6 vacche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una società con sede alle Isole Caiman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua società i diritti sulla produzione del latte di 7 vacche. Nei libri contabili di questa società figurano 8 ruminanti, con l'opzione d'acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 vacche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti diventi Presidente del Consiglio. | ||