10.6.11

Sant'oro

Sant'oro

A me non è che stia tanto simpatico lui, e però sono qui che mi rivedo, a notte fonda, i pezzi dell'ultima puntata di Annozero su Youtube, tre minuti e qualcosa incastonati in una diretta che pareva ormai finita, con gli ospiti agitatissimi, il pubblico alle spalle in penombra che batteva le mani sovreccitato, e lui il conduttore Santoro Michele che non si teneva più, fuori dai gangheri, perdeva le staffe e urlava contro l'invadenza dei politici in Rai, al cospetto di politici di primissimo piano. Tre minuti e qualcosa che non cambieranno la storia: la Rai resterà sempre la Rai, i presidenti saranno dei prestanome sbiaditi, i politici come Castelli continueranno a occupare le poltrone dei talk show e a parlare di com'è bello il mercato, il canone sarà sempre più evaso e non sarà buono per pagarci nemmeno la tv dei ragazzi, e tutti quelli che avranno avuto a che fare anche solo per un paio di minuti, abbastanza da vicino, con il glorioso servizio pubblico radiotelevisivo, me compreso, capiranno inevitabilmente che - come disse Luca Bizzarri nella conferenza stampa di un ultimo Sanremo - Il problema della Rai è che ci sono persone estremamente capaci e pirla strepitosi, e si sa che dentro un meccanismo così complesso basta infilare un pirla e salta tutto. Ma quei tre minuti e spicci, quelli del "chi lo paga Minzolini?", quelli del "noi ci stiamo sul mercato, sono quelli piazzati da voi a essere incomprabili e invendibili", quelli del "ve ne dovete andare", be' sono qualcosa di così destabilizzante, sbracato, leggermente psicotico, da "uso personalistico eccetera eccetera", come si usava dire una volta, e però bellissimo. Con l'istinto e il controllo scenico di chi, una volta tanto da queste parti, sa fare il suo mestiere. Non so se come dice lui bisogna citare il monologo di Finch in "Quinto potere" (perdipiù "in un paese in cui è da sempre considerato «un grande momento di televisione» un qualunque Fabrizio Frizzi che saluta da un qualunque Teatro delle Vittorie una qualunque fanfara dei bersaglieri"), o come dice lei rievocare un signore più recente nella prima e ultima stagione di quella serie che si chiamava "Studio 60", uno che "By that time, I will have been fired". Non so nemmeno se adesso Santoro se ne andrà a La7 senza aver spostato un solo voto a favore o contro Berlusconi ma in compenso portandosi dieto quella fascia di pubblico giovane e con alto potenziale di acquisto che ieri se lo guardava in massa, un pubblico appetibile dai pubblicitari e proprio dalle reti commerciali di Mediaset, e che difficilmente guarda la Rai. So che ieri ha fatto otto milioni e mezzo di audience e un picco del quarantatue per cento mentre si incazzava a favore di telecamera. E uno che conosco e che ci capisce molto di televisione ha appena detto che cacciarlo così "è la più grande zappa sui piedi che mai il Cav. si sia dato, altro che Ruby".