I falsi del Male
Oggi che tutti s'accorgono delle parodie, sfoglio vecchie false prime pagine del male, bianchi e neri tipografati di fine anni Settanta, con colla e inchiostro, lettere sforbiciate e appiccicate. Si girava il paginone centrale e il giornale diventava un vero falso. L'edizione straordinaria di Repubblica cbe annuncia, all'indomani dei funerali di Moro: "Lo Stato si è estinto". Il Corriere dello Sport, in un estate di gol presi a tradimento: "Annullati i mondiali! Era vero: tutti drogati gli olandesi nella partita con gli azzurri". L'Unità, in un numero speciale da diffondere in ogni casa, nonostante i compromessi storici: "Berlinguer a Genova davanti a una folla gigantesca: Basta con la Dc!". Con tutta la retorica del caso: "Una imponente manifestazione di oltre 7 milioni di persone ha concluso un grandioso Festival dell'Unità. 14 cortei di massa, hanno sfilato per 28 ore: cronaca di una giornata memorabile". Un'edizione speciale del Popolo, quotidiano democristiano: "La Democrazia Cristiana si astiene dalla feroce competizione elettorale. Illuminata decisione del Consiglio Nazionale". La Stampa che annuncia: "Insurrezione operaia a Torino. Dopo l'ultima provocazione Fiat le masse hanno perso la loro proverbiale pazienza". Il Corriere della sera coi caratteri cubitali delle occasioni più storiche: "Da un'altra galassia hanno raggiunto la Terra". Di spalla l'editoriale di Umberto Eco a commentare lo sbarco alieno: "Il marziano assente. Quando dire è tacere". Il Giornale di Sicilia che annuncia il pentimento del sindaco Ciancimino: "Ecco nomi e cognomi di mandanti e killer degli ultimi delitti", poi sequestrato nelle edicole perché il procuratore era davvero spaventato che negli ambienti mafiosi si pensasse che qualcuno gli avesse sul serio raccontato qualcosa. E poi la memorabile serie di farlocche edizioni straordinarie, da Paese Sera in poi: "Arrestato Ugo Tognazzi, è il capo delle Brigate Rosse". Erano tutti falsi, o erano soltanto verità desiderate.