Vincere ogni tanto
Tanto lo sappiamo che non saranno un paio di elezioni vinte o perse a cambiare questo paese o queste vite. E certo non pensiamo che la maggioranza della gente abbia perso il cervello perchè ha votato a sinistra, ma nemmeno penseremo che lo abbia ritrovato perchè ha votato a sinistra. A certa gente gli dai un assegno in bianco e poi ti ritrovi in mano una cambiale in bianco. Non daremo mai Berlusconi per finito finché non è finito. Ci ricordiamo che il Pd è ancora un pasticcio e coi suoi candidati non sarebbe cambiato niente. Ci prepariamo a criticare i nuovi sindaci appena ce ne daranno motivo. E però, per una volta, tifo e festeggio, per Napoli e per Milano e per città dove nemmeno abito, perché basta, perché tutto questo deve finire, e che almeno per una volta non ci si debba affidare per forza alla biologia, ai tribunali, alle puttane e alle puttanate, ma finalmente a una bella manciata di schede infilate nelle urne elettorali. Chissà se Vecchioni canta ancora: “Vincere significa accettare”.