Apprezzo la decisione del presidente Obama di non mostrare le foto del cadavere Bin Laden ucciso. La gente non ha bisogno di vedere per credere. Giustizia è stata fatta, ci viene detto, anche se sapere il modo in cui è stata fatta sarebbe un particolare importante. Vedere anche il più abietto dei tuoi nemici restare ucciso in uno scontro a fuoco non è la stessa cosa che vederlo arrendersi e poi fatto inginocchiare per sparargli un colpo alla nuca. Ma dove non è stata fatta vedere la scena è stato mostrato il retroscena. Le foto del team del presidente riunito nella situation room della Casa Bianca. Una stanza piccolina, si vede, piuttosto spoglia, mica come succede nei film, dove le decisioni importanti sono sempre prese in ambienti grandi, circondati da arredamenti imperiali. Il presidente non occupa la poltrona al centro del tavolo, ma se ne sta abbarbicato su una sedia, di lato, incurvato e teso. Alcune facce sono impassibili, ferme, non tradiscono emozioni. Altre rivelano un'insopprimibile tensione. Un generale in uniforme e crosta di nastrini smanetta al suo Pc portatile. Hillary Clinton, forse l'unica a mantenere il sangue freddo, si preoccupa di coprire un documento classified, segreto, che qualcuno aveva lasciato sul tavolo senza pensare che sarebbe finito nelle foto pubbliche, poi si copre la bocca con la mano, un attimo di agitazione, oppure allergia primaverile come dirà dopo. Il vicepresidente sgrana un rosario, un po' nascosto. Stanno tutti prendendo decisioni che riguardano la vita o la morte o la sofferenza di persone a centinaia di migliaia di chilometri di distanza ma riescono a starsene seduti lì, con distacco, sperando che le cose vadano per il verso giusto. Forse vedere queste foto e non quelle altre ci fa pensare che di fronte a questo mondo incasinato mantenere il sangue freddo serva più che coltivare istinti di vendetta.
4.5.11
Situation Room
Situation Room
Apprezzo la decisione del presidente Obama di non mostrare le foto del cadavere Bin Laden ucciso. La gente non ha bisogno di vedere per credere. Giustizia è stata fatta, ci viene detto, anche se sapere il modo in cui è stata fatta sarebbe un particolare importante. Vedere anche il più abietto dei tuoi nemici restare ucciso in uno scontro a fuoco non è la stessa cosa che vederlo arrendersi e poi fatto inginocchiare per sparargli un colpo alla nuca. Ma dove non è stata fatta vedere la scena è stato mostrato il retroscena. Le foto del team del presidente riunito nella situation room della Casa Bianca. Una stanza piccolina, si vede, piuttosto spoglia, mica come succede nei film, dove le decisioni importanti sono sempre prese in ambienti grandi, circondati da arredamenti imperiali. Il presidente non occupa la poltrona al centro del tavolo, ma se ne sta abbarbicato su una sedia, di lato, incurvato e teso. Alcune facce sono impassibili, ferme, non tradiscono emozioni. Altre rivelano un'insopprimibile tensione. Un generale in uniforme e crosta di nastrini smanetta al suo Pc portatile. Hillary Clinton, forse l'unica a mantenere il sangue freddo, si preoccupa di coprire un documento classified, segreto, che qualcuno aveva lasciato sul tavolo senza pensare che sarebbe finito nelle foto pubbliche, poi si copre la bocca con la mano, un attimo di agitazione, oppure allergia primaverile come dirà dopo. Il vicepresidente sgrana un rosario, un po' nascosto. Stanno tutti prendendo decisioni che riguardano la vita o la morte o la sofferenza di persone a centinaia di migliaia di chilometri di distanza ma riescono a starsene seduti lì, con distacco, sperando che le cose vadano per il verso giusto. Forse vedere queste foto e non quelle altre ci fa pensare che di fronte a questo mondo incasinato mantenere il sangue freddo serva più che coltivare istinti di vendetta.
Apprezzo la decisione del presidente Obama di non mostrare le foto del cadavere Bin Laden ucciso. La gente non ha bisogno di vedere per credere. Giustizia è stata fatta, ci viene detto, anche se sapere il modo in cui è stata fatta sarebbe un particolare importante. Vedere anche il più abietto dei tuoi nemici restare ucciso in uno scontro a fuoco non è la stessa cosa che vederlo arrendersi e poi fatto inginocchiare per sparargli un colpo alla nuca. Ma dove non è stata fatta vedere la scena è stato mostrato il retroscena. Le foto del team del presidente riunito nella situation room della Casa Bianca. Una stanza piccolina, si vede, piuttosto spoglia, mica come succede nei film, dove le decisioni importanti sono sempre prese in ambienti grandi, circondati da arredamenti imperiali. Il presidente non occupa la poltrona al centro del tavolo, ma se ne sta abbarbicato su una sedia, di lato, incurvato e teso. Alcune facce sono impassibili, ferme, non tradiscono emozioni. Altre rivelano un'insopprimibile tensione. Un generale in uniforme e crosta di nastrini smanetta al suo Pc portatile. Hillary Clinton, forse l'unica a mantenere il sangue freddo, si preoccupa di coprire un documento classified, segreto, che qualcuno aveva lasciato sul tavolo senza pensare che sarebbe finito nelle foto pubbliche, poi si copre la bocca con la mano, un attimo di agitazione, oppure allergia primaverile come dirà dopo. Il vicepresidente sgrana un rosario, un po' nascosto. Stanno tutti prendendo decisioni che riguardano la vita o la morte o la sofferenza di persone a centinaia di migliaia di chilometri di distanza ma riescono a starsene seduti lì, con distacco, sperando che le cose vadano per il verso giusto. Forse vedere queste foto e non quelle altre ci fa pensare che di fronte a questo mondo incasinato mantenere il sangue freddo serva più che coltivare istinti di vendetta.