19.5.11

Preti e orchi

Preti e orchi

Un prete indiavolato, che bestemmiava dio e violentava i minorenni, assumeva droga e ostentava furfanteria, palpava chierichetti e ordinava prostituti, venite parvolus. Nel suo paesino ligure lo chiamavano "il prete della notte", perché a quanto pare tutti sapevano, tranne gli altri parroci, tranne i vescovi, tranne i comandanti in Vaticano. E in effetti non viene in mente un solo prete pedofilo che sia stato denunciato dalla Chiesa, consegnato dall'istituzione religiosa alla polizia di Stato. Forse aveva ragione chi sosteneva che l'incubo del sesso avrebbe minato la Chiesa, che il sesso l'avrebbe stritolata, che solo sul sesso la Chiesa poteva crollare. Sembra che non ci siano più eresie nella chiesa di oggi, che non ci siano più scandali teologici, ma solo marasmi sessuali, scandali fisici e forse fisiologici. Pare di non sentir parlare più in giro di preti che si innamorano e fuggono, con la perpetua o magari col perpetuo, ma solo di orchi prigionieri di un sesso infelice e patologico, . Come scriveva Merlo ieri su Repubblica, non ci sono più dolcezze amorose ma solo code di paglia. Templi essuomaniaci popolati di funzionari lividi e scritte anonime di linciaggio sui muri perimetrali. Potenze religiose d'amore dietro cui si nascondono cicatrici sfigurate di istinti repressi. "E’ come se vescovi e cardinali sapessero che quel reato è il prodotto indesiderato della loro cultura, del sesso maltrattato che è ormai un grumo di censure". Si cresce nella vita e ci si rende pian pizno conto di quanto la cosa migliore che si può augurare alla Chiesa cattolica è di incontrare prima o poi sulla propria strada il Cristianesimo.