Bricolage
Ho letto delle statistiche che sostengono che ormai il 70 e qualcosa per cento degli italiani svolge dei lavori di intelletto. Non so se siano le stesse statistiche sull'analfabetismo di ritorno nel nostro Paese. Intellettuali analfabeti, però, suonerebbe bene. Non è che bisogna essere scrittori o professori universitari per fare un lavoro di intelletto. Chiunque non usi le mani per fare altro che non sia battere le mani su una tastiera di computer per circa otto ore al giorno svolge un lavoro di intelletto. Chiunque giri su e giù tra un'azienda e l'altra, a fare il consulente di qualcosa o di qualcuno, fa un lavoro di intelletto. E' una divisione molto netta. O stai davanti alla scrivania, o stai davanti a un tornio. O lavori con la testa o lavori con le mani. Non è che io ci credo tanto. Che nel lavoro manuale ci sia sempre una parte di intelletto è vero, ed è un'altra storia. Un contadino o un falegname mette più cuore e più testa nel suo lavoro che un qualunque operatore di desk del mondo. Che nessuno fortunatamente è solo la cosa che fa durante il giorno è pure vero. Io comunque vorrei un assistente personale per i lavori manuali, uno alla MacGyver, che compensi la mia totale negazione per ogni lavoro che sia manuale. Un fallimento, ogni volta che ci provo, a smontare un oggetto, aggiustate una lampada, restaurare un pezzo di casa. Mi metto lì, di buona volontà, eppure niente. Io non sono uno di quelli che amano il bricolage. Non so fare un buco nel muro col trapano o riparare un lavandino che perde, cucire all'uncinetto una maglia bucata o restaurare un mobile, realizzare un vaso di ceramica o restaurare un mobile. Anche se ogni volta trovare un idraulico o un elettricista è sempre un'impresa titanica. Un po' mi dispiace. In fondo, il bricolage dà sempre l'impressione che se qualcosa non funziona si può aggiustare.