LUDIK all'incirca un blog di Luca Di Ciaccio   

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8.7.09
 
Una storia va a puttane

titoloPerché? Innazitutto, come disse Bill Clinton: "Perché potevo". Lui si riferiva al rapporto con Monica Lewinsky, ma tra le ragioni per cui uomini dell'alta società si dedicano al sesso a pagamento questa è la prima, benché non la principale. Certo, poi ci sarebbe Berlusconi. Lui dice di "non avere mai pagato una donna in vita sua". E chissà, forse c'è da credergli. Perlomeno, e in questo caso, alla sua sincerità. Lui è davvero convinto di non averne mai pagata una. Certo, ci sono i regalini, i ciondoli, le tartarughine, i rimborsini spesa, un posto da meteorina, un cantierino da sbloccare. Ma quando regala, quando promette, Berlusconi non ha la sensazione di pagare in cambio di un servizio. E' una vita che governa così, le sue aziende prima, la politica da corrompere poi e infine l'intera Nazione da inglobarsi. Lui davvero è convinto di sedurle tutte, col suo irresistibile fascino. Peggio di così, forse, solo il protagonista di certi romanzi di Walter Siti, che si innamora del suo marchettaro, ma sempre continuandolo a pagare ogni volta, dissipando i risparmi e se stesso. Comunqua sia, volendo parlare dell'argomento, fa un certo effetto ricordare che proprio nell'autunno dell'anno scorso, e quindi nel periodo delle feste di Palazzo Grazioli, il governo Berlusconi presentò un disegno di legge dal titolo: «Misure contro la prostituzione». Si trattava, anzi per la verità si tratta ancora essendo il testo in discussione al Senato, ma opportunatamente rinviato, di un indubbio inasprimento. Al momento della presentazione ci furono molte polemiche anche perché nella conferenza stampa a Palazzo Chigi il ministro Mara Carfagna, ex starlette da poco balzata alla guida delle Pari Opportunità, disse una frase che rispetto alla complessità dell'argomento suonava obiettivamente un po' forte: "Come donna mi fa orrore questo fenomeno, non comprendo chi vende il proprio corpo per trarne profitto". Il premier, nel febbraio scorso, dopo aver rilevato che la prostituzione stava "dilagando", il presidente del Consiglio si è spinto a definire "molto giuste" anche le pene previste per il cliente. E vabbe', facile ironizzare adesso. Comunque sia, l'argomento è uno di quelli classici, intramontabili, probabilmente irrisolvibili. Ogni tanto, difatti, in Italia si torna a parlare delle case chiuse ma poi, da destra a sinistra, si fa subito marcia indietro. Perché il miglior modo di risolvere un problema è negarlo, cioè negare che ci sia un modo per risolverlo. Il moralismo vive nell'ambiguità. Chi è favorevole alle case chiuse dice che così si garantiscono maggiore igiene per i clienti e sicurezza per le ragazze sottratte alla strada; inoltre lo Stato con le tasse ci guadagna. Diventando il loro "protettore". Chi è contrario o è ottusamente convinto che la prostituzione si possa eliminare oppure, di fatto, non vuole che venga intralciata. Chi ne fa un problema morale e chi un problema fiscale. E il vero tema, di fondo, è se si debba perseguire più la prostituta o il cliente: cioè la povera diavola o il peccatore. Se ci sia un diritto a vendersi o un diritto a comprare sesso liberamente offerto. Come tutto, come qualsiasi altra "merce" ormai, libertà di pensiero compresa. Attualmente, nel nostro Paese la prostituzione non è reato, se chi la esercita è maggiorenne e l'ha scelta liberamente. Sfruttamento, violenza, costrizione dei minori si. Per cominciare si dovrebbe distinguere le prostitute consenzienti dalle prostitute schiavizzate da un racket. Su tutto c'è l'unica legge che nel libero mercato non ammette trasgressioni: quella della domanda e dell'offerta. In Europa la prostituzione è reato solo in Irlanda, mentre solo la Svezia punisce i clienti. Tutti gli altri stati hanno una regolamentazione, buon ultima la Germania che ha equiparato la prostituzione a una normale attività lavorativa con case d'appuntamento, contratti di lavoro, previdenza sociale, pensione e assistenza medica. All'estero ci sono quartieri a luci rosse come ad Amburgo o ad Amsterdam. Tempo fa il blogger Leonardo fece un'interessante riflessione su preti e prostitute, giacché in fondo entrambe le categorie si occupano di "indulgenza verso i peccati", e notò che "nell'Europa del burro e del protestantesimmo il puttantur è un'esperienza quasi impossibile. Le prostitute stanno a casa loro, le rare passeggiatrici confinate in quartieri turistici. Nell'Europa dell'olio e dal cattolicesimo, invece, ci si prostituisce per strada. Da cinquant'anni. Nel brontolio generale. Brontolano i benpensanti, che magari hanno il solo torto di vivere su una strada con picchi di traffico alle due del mattino. Brontolano le mogli, le madri, le femministe, a volte pure i capi di governo". Ne sortì anche un bel dibattito a proposito del ruolo delle associazioni di strada (segnalo la lettera alla ministro di Cragno). Dunque viene difficile non interpretare l'ultimo disegno di legge come la rivincita delle escort sulle battone di strada. Ora, se esistono nel mondo centinaia, forse migliaia, di agenzie di escort di lusso è perché ci sono decine, forse centinaia di migliaia di uomini che "possono". Che ricorrono a questi servizi semplicemente perché hanno la disponibilità per pagare chi si rende disponibile. In quanto ai più poveracci, sembra che mentre sono già archiviati nel cassetto della nostalgia i bordelli, ora ci stanno finendo i tragitti in auto davanti ai falò. Il web mette a disposizione dettagliati cataloghi modello ebay, con tanto di recensioni e "feedback" di pignoli consumatori. D'altronde, tutto il gioco si regge sulla falsità. Provate a chiedere a dieci uomini che conoscete se sono mai stati con una donna a pagamento. Nove risponderanno di no. Il decimo è quello che tiene in piedi da solo un giro d'affari di miliardi. In finale: "ciascuno può dare un valore al proprio corpo, nessuno può dare un valore al corpo di un altro".