LUDIK all'incirca un blog di Luca Di Ciaccio
[
|
[ cfr. tumblr ] [ gaeta ] . [ tmo ] [ mesi americani ] [ appiedati ] [ spaghetti spin ]
:: Post precedenti ::
:: Archivio ::
|
20.12.08
Grande Gatsby Davanti ai cancelli chiusi delle vecchie ville di Newport, sferzati dal vento dell’oceano, mi accorgo che avrei voglia di rileggere "Il Grande Gatsby" di Francis Scott Fitzgerald. Vado a cercarmi l’incipit. "Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente. «Quando ti vien voglia di criticare qualcuno» mi disse «ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu». Non disse altro, ma eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo, e capii che voleva dire molto più di questo. Perciò ho la tendenza a evitare ogni giudizio, una abitudine che oltre a rivelarmi molti caratteri strani mi ha anche reso vittima di non pochi scocciatori inventerati". Poi quell’altra frase che in molti si ricordano, verso le ultime pagine. "E mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'é sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia... e una bella mattina...". Così, si continua a remare. | ||