LUDIK all'incirca un blog di Luca Di Ciaccio
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25.10.08
Ritagli di un Paese Seguo le cose italiane, nei titoli di giornale, nelle telefonate degli amici. Certo, non avendo sotto gli occhi la società reale che aiuta a relativizzare, a volte tendo a farmi idee esagerate di quello che succede nel mio paese. Per esempio, consultando con una certa frequenza l'homepage di Repubblica.it che da le notizie sul vasto movimento studentesco e su Berlusconi che minaccio di mandare la polizia nelle scuole, e poi il blog del mio amico Nico dove ci si lamenta dell'improvvisa deriva nazionalpopolare che ha investito il gruppo indie "Il Genio", coi capufficio cinquantenni e panzuti che entrano in ufficio canticchiando "tu sei cattivo con me", insomma io ho quasi cominciato a sospettare che in Italia stia avvenendo - in mia assenza, per giunta - qualcosa del tipo un nuovo Sessantotto sulle note della canzoncina Pop Porno. Probabilmente mi sbaglio. Comunque ho messo in fila un po' di ritagli negli ultimi giorni, e il quadro che ne esce non è dei migliori. Ritaglio n. 1: una vignetta di Canemucca, si vede Veltroni con l'aria affranta. "Walterì, ma per la manifestazione del 25 non ce l'hai uno di quegli slogan tuoi, quelli trascinanti...". "Yes, weekend". "Eh?". "I have a drink". "Vabbe', non c'hai voglia, dillo". "Sim sala...". Ritaglio n. 2: la frase con cui comincia un articolo del Pais, il maggior quotidiano spagnolo, "Seis meses después de perder las elecciones, la izquierda italiana está ausente, se diría que no existe". Lo spagnolo suona sempre meraviglioso. Ma si capisce bene cosa significa, dannata familiarità delle lingue latine. E poi dicono che c'è la crisi, e quella delle borse, e quella della sinistra, eccetera, tutto vero, però mai nessuno che se ne assuma la resposabilità. Basterà una manifestazione di piazza? Speriamo. Ritaglio n. 3: i genitori progressisti che si indignano all'idea delle classi miste per i figli di immigrati che non sanno una parola di italiano ma poi iscrivono il loro figlio dalle suore, o alla sezione di musicale, o alla sezione di tedesco, "o qualunque cosa, qualunque cosa che tenga lontano il nostro fragile virgulto dalla teppa scura", e così tutti gli altri restano nelle classi normali, a provare a sfangarla. Ritaglio n. 4: la frase di una studentessa in un'università occupata, "vogliono spazzarci via come la spazzatura di Napoli?", e ripenso alla mia università, e mi chiedo pure con quale faccia certi rettori e docenti si uniscano alla protesta, e se gli studenti non farebbero meglio a fischiare pure contro di loro. Ritaglio n. 5: gli appelli generosi per lo scrittore Roberto Saviano, e la fatwa contro di lui che non viene da lontani fanatici, arriva proprio dalle viscere delle nostre terre, dove ormai il crimine avvelena qualunque pozzo d'acqua comune. Saviano che, lasciando l'Italia, scrive "sono stato un ingenuo". Ritaglio n. 6: la storia di Matteo Caccia, conduttore radiofonico che improvvisamente l'inverno scorso ha perso la memoria, tutta la memoria, e ora tenta di ricostruire la sua vita, e ripensandoci dice "non dovevo essere una cattiva persona, mi piacevano Antony and the Johnsons. Ma non riconoscevo mia sorella e mia madre". Ritaglio n. 7: la lettura ininterrotta della Bibbia, in diretta tv, sulla Rai, che tipo la gente si passa il testimone, e tra la gente c'è gente tipo Giulio Andreotti, Enrica Bonaccorti, Gad Lerner, Annalisa Mandolini, e tutti leggono passi della Bibbia appunto, ma così tutto d'un fiato senza spiegazione e senza contesto, e come ha scritto ancora il mio amico "vien quasi da pensar che forse leggere l'elenco telefonico o il catalogo di mondo convenienza era un po' la stessa cosa come questo post". Ritaglio n. 8: un messaggio del mio amico Peppuccio su Facebook, a cui avevo chiesto come vanno le cose laggiù, e lui che mi risponde: "bene, di ciaccio, non si sta perdendo nulla, è il solito paese metà titanic metà bagaglino".
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