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8.5.08
 
Al Gore non si comanda

Dalla platea dell'Ambra Jovinelli di Roma, mentre "l'ex futuro presidente degli Stati Uniti" poi consolatosi con premi Nobel e premi Oscar spiega alla platea di italian bloggers il debutto italiano della sua Current Tv - una tv che "mette al centro la voce dei suoi spettatori", una tv dove "il palinsesto è fatto tutto dagli utenti", dove "ora anche tu puoi dire la tua" eccetera eccetera - io non riesco a smettere di guardare i suoi stivali. Che poi dalla fila in mezzo alla platea, quella riservata ai sedicenti "ospiti", in realtà occupata da bloggers in gita che urlavano "daje Al!" come in qualunque barcamp, babbioni di ignota provenienza, viceleader del Pd in disarmo a tiro di scapaccione, questi stivali di Al Gore si vedevano e non si vedevano, anche se il vicepresidente aveva accavallato le gambe. Ma la voce si era già sparsa. Li descrive Vittorio Zambardino, qualche fila più in là: "Sono a punta, hanno rombi o quadrati come fantasia, e ci sono come dei lacci lungo i gambali, gambali che si afflosciano, come se la misura fosse troppo grande. E poi sotto la suola c'è uno sbreghino, un'area bianca". No, non diciamo che sono bucati, ma insomma si. These boots are made for walking, diciamo così. E chissà quanta strada farà questa tv che vuole essere l'alternativa alla solita tv, la visione del futuro, quella che non appartiere al potere e al denaro, e che si fida persino dei bloggers per cambiare il mondo, ed è pure disposta a pagare i loro video. Ogni spettatore potrà mostrare il mondo dal suo punto di vista: tuttavia, ci tengono a precisare, niente a che vedere con "il gattino che insegue la palla" o "il neonato che si addormenta mentre mangia la pappa". E allora in tanti chiedono a Gore come mai ha scelto l'Italia come primo paese non anglofono dove far debuttare Current. E lui, un po' sogghignando, a ripetere "perché questo è un paese creativo e ricco di fantasia", e gli scappa di dire che da un po' la voce dell'Italia non si sente più, che forse ci siamo esauriti. A chi gli domanda chi finanzia questa tv Gore dice e non dice, ma fa capire di avere comunque dell'appoggio di Sky. Il mio amico Marco seduto affianco gli fa ammettere che non è lui a occuparsi del suo myspace. Nel frattempo in platea, sedato da un'ingente dose di antistaminici, sudavo copiosamente, d'altronde accendere l'aria condizionata con Al Gore sarebbe stato un gesto poco carino, "sarebbe stato un po' come accogliere l'Ayatollah Khamenei con un piattone di prosciutto di Parma" fa saggiamente notare Giulia Blasi. L'idea di Current mi sembra una buona idea. Sul concetto di libertà invece non saprei dare risposte definitive, d'altronde ognuno continua a coltivarsi il proprio, manco fosse un blog.