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26.10.07
I questuanti e l'altra faccia della Casta La famigerata Casta dei politicanti privilegiati e spreconi è finita sotto i riflettori da qualche mese, il bestseller di Stella e Rizzo ha portato scompiglio fin nella più sperduta comunità montana, nel più insignificante consiglio comunale, nel più sgarrupato ministero. Opera meritoria, si capisce. Ma la sua controparte? Ovvero gli italiani visti dai politici? Stefano Di Michele ha condotto nei giorni scorsi sul Foglio una lucida e divertente inchiesta sui "Questuanti". Quella colorata folla di italiani portatori sani del privilegio, quelli che bramano dai politici "il piccolo privilegio, la raccomandazione scema, il favore inutile o miserevole". A cui i politici nemmeno se la sentono di dire di no. Tanto si sa: "la carne è debole, il voto è mobile". Il campionario raccolto non risparmia nulla. Quello che chiede l'esorcista per sua sorella, quello che desidera un cammello vero da inserire nel presepe vivente, o anche un cavallo usato della Polizia, quello che "onorevole, c'ho una figlia ballerina molto brava", quello che vuole il certificato di nascita senza fare le fila, o un'ambita nomina a Cavaliere, o lo sconto per le pregiate cravatte di Marinella, quello che chiede se ci sono i biglietti per lo stadio o quell'altro che aspira a entrare gratis al concerto. Eppure, si lamentano sconsolati molti onorevoli, "alle elezioni successive quei signori non mi hanno neppure votato". Una volta pure l'ex sindaco di Gaeta, trombato alle ultime comunali nonostante i tanti favori elargiti (indimenticabili le file di poveri cittadini nei corridoi del Comune con le bollette in mano, qualcuno a quanto pare anche con l'abbonamento Sky da rinnovare), se ne rammaricò col sottoscritto. "Pensa - mi disse il Capitano - che a una signora anziana le ho pagato tutti i denti nuovi, proprio tutti, e nemmeno mi ha ringraziato". All'eletto, si sa, si chiede di tutto. A Enzo Trantino, monarchico prima del Msi poi di An, piombò in ufficio un'attempata signorina: "Onorevole, io ho sempre avuto fiducia in lei, ora lei deve convincere qualcuno tra i suoi conoscenti a chiedere la mia mano, a lei è difficile dire di no". Vanno forte le forze dell'ordine, "tu tieni conto che c'è un concorso ogni anno e cinque forze di polizia, pensa le aspettative". C'è pure il carabiniere che chiese al deputato maresciallo Ascierto la raccomandazione per essere raccomandato ai "Raccomandati", nel senso del programma tv di Carlo Conti. L'onorevole forzista Pepe gira con la borsa da medico perché tutti gli chiedono, come minimo, di misurargli la pressione. In tanti vogliono andare in tv oppure vincere al quiz del Milionario, e la richiesta ovviamente va molto forte coi deputati berlusconiani. Precisa l'onorevole Grillini, leader storico degli omosessuali italiani: "Ricevo una valanga di richieste per partecipare ad Amici della De Filippi, tutti i gay ci vogliono andare, tanti anche al Grande Fratello, ma io che ne so come cazzo ci si arriva". A Daniela Santanché, mondana eppur impegnata in difesa dei diritti delle donne musulmane, invece tutti chiedono come si fa a entrare al Twiga o al Billionaire, specialmente le mamme in cerca di miliardari a cui far sposare le loro figliole, aspiranti modelle. Per non parlare di quella serie pazzesca di "foto di uomini in costume da bagno che chiedono la mia mano". Proprio a lei, autrice di una recente campagna di affissioni per le strade di Milano il cui slogan era "La politica non è solo Casta", a cui qualche manina impertinente aveva nottetempo aggiunto: "E' anche zoccola". La politica suscita disprezzo, insomma, ma risveglia pure i sensi. "A suo tempo ho dovuto trovare i loculi per il corpo di alcuni defunti" racconta Gerardo Bianco, democristiano di lungo corso. Più imbarazzante è la richiesta che si sentì rivolgere da un elettore un vecchio diccì: una bella lettera di giustificazioni preventive, da mostrare alla consorte nel caso la signora scoprisse le sue avventure extraconiugali. Poi uno dice: la distanza tra eletti ed elettori. All'onorevole dei Verdi Trepiccione a momenti cadeva la cornetta del telefono in mano quando si sentì dire da un'elettrice: "Scusi, onorevole, sarebbe possibile avere un paio di mutande usate di Pecoraro Scanio?". "Il servo negro del cittadino", così si definisce il democristiano abruzzese Remo Gaspari, l'uomo che aveva la fila dei questuanti anche in spiaggia. Per il socialista piemontese Buglio, ex operaio, "in certe realtà il deputato funziona da ammortizzatore sociale". Stai a vedere che ha ragione Cirino Pomicino quando dice che la raccomandazione era "strumento di coesione sociale". Il potere coi suoi vizi spesso degenera per sua stessa mano, ma a volte protegge, a volte consola. A Pomicino gli misero pure una targa al cimitero di San Giovanni a Teduccio, che diceva: "Grazie all'assessore che ha fatto i loculi e li ha distribuiti in modo corretto".
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