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all'incirca un blog di Luca Di Ciaccio


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18.10.07
 
Chi pagherà la musica

questo è di una band italiana che si chiama i cosiAi musicisti di strada, a certi malinconici barbuti che suonano un blues nei corridoi della metro di piazzale Flaminio nei pomeriggi di pioggia, o ai signori con fisarmonica che saltano da un vagone all'altro, a loro una monetina di soppiatto gliela do sempre. Ma coi divi del rock e del pop, come la mettiamo? Se nessuno ci guarda, e se loro ci chiedono la questua? Al pallido Thom Yorke e ai suoi Radiohead, per esempio, non bastavano le inesorabili indagini sull'umana mestizia esercitate sotto forma di dischi. Ora hanno voluto percorrere gli ignoti sentieri da cui far passare le nuove forme di commercializzazione degli stessi dischi, fuori dalle gabbie arrugginite delle vecchie majors. E chissà se avranno da stare più allegri. Il succo del ragionamento dei Radiohead è più o meno questo: forse siamo fuori moda, forse siamo ancora fighi, comunque fateci un'offerta, dai. E tutti a parlare di rivoluzione. "In Raimbows", che è il loro ultimo disco, è aquistabile solo online. L'acquisto avviene per download o può prevedere l'invio per posta di un cd. Il prezzo è a discrezione dell'utente. Be', volete mettere che soddisfazione? Per noi abituati che quando un cantante o una band fanno un disco, si va su internet e lo si scarica gratis. Ma un nichelino a Thom Yorke come si fa a negarlo? Leggendo in giro i commenti dei bloggers pare che le cifre offerte siano piuttosto basse. Due o tre sterline di media. Insomma, senza giri di note o di parole, qui si tratta di chiedere la carità: una rivoluzione o una nuova trovata pubblicitaria? C'è chi si azzarda a dire che potrebbe essere un nuovo modello di sviluppo. Steven Levitt, autore del bestseller "Freakonomics" (sottotitolo: "il calcolo dell'incalcolabile"), sul suo blog sul New York Times, ha ricordato che i Radiohead potrebbero essersi ispirati alla storia di Paul Feldman, il famoso economista che un giorno decise di prendersi la liquidazione per mettersi a vendere ciambelle negli uffici. Feldman consegnava le ciambelle al mattino lasciando una scatola per gli spiccioli, e tornava a prenderla dopo qualche ora. Fidandosi. E non gli andò male. Sarebbe merito dell'honor system, e cioè dell'onestà dei consumatori. O quella specie di ricatto morale che è il "paga quel che vuoi". Eppure lo sanno tutti che se l'offerta è libera e nessuno vede, spesso quando passa la questua si getta un centesimo e via. Volendo, è un po' come la mancia al ristorante. Non si sa mai se va considerata come un premio, un obbligo o una tangente. Anzi, pare che due italiani su tre non lascino mance. In certi paesi tipo il Giappone, invece, lasciare una mancia è considerato un'offesa alla dignità personale, quasi un'umiliante corruzione. E si parla di camerieri. Figuriamoci nel caso di un'artista. "Ma guarda - scrive Leonardo - che gli fai un favore a rubare agli artisti: di solito quando guadagnano soldi vanno in confusione, li buttano via in droga, si prendono per Gesù Cristo, si fanno sparare dai fans...". Ma in questo mondo scombussalato dove si ascolta e si prende musica ovunque e come non mai e però si vendono sempre meno dischi nei negozi, qualcosa bisogna pure inventarsi. Al di là delle illegalità. Ma anche al di là delle farneticazioni commerciali delle industrie discografiche. Ci sono bilanci in rosso, idee stagnanti, consumi confusi dentro altri consumi. Prince che, quando gli gira, regala tre milioni di cd col giornale della domenica. Madonna che lascia la Warner per incassare in concerti, merchandising e linee di vestiti da H&M. Reunion di vecchie band di sessantenni avidi. Imperi di tremende suonerie per telefonini. Emule, myspace, ipoddism e internetterie varie, e formidabili passaparola online meglio di mille critici. Il produttore Rick Rubin chiamato a rilanciare la Sony che vuole arrivare alla supertariffa flat, quindici dollari al mese e senti quel che vuoi. Tutto cambia, a gran ritmo. E forse i soldi non sono tutto, almeno non sono il motore giusto di cervello e cuore, ma a dirlo adesso si passa per pazzi. E allora a Thom un paio di sterline gliele ho rifilate.