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24.5.07
I fuochi della monnezza Tutto diventa marcio. In fondo alle strade del tramonto, in fondo al paese che si infogna nei suoi scarti, c'è una città che sprofonda nei suoi rifiuti, nella sua monnezza. La monnezza che si fa oro e si fa cenere allo stesso tempo. E si sta rivoltando e sta sommergendo chi l'ha voluta per sopravvivere. Napoli sepolta dai fuochi delle immondizie è la metafora terminale in fondo ai guai di una città, e di un paese intero. Nella monnezza di Napoli ci sono vizi e criminali, politici d'accatto e miserie cittadine, rivolte contro i camion e silenzi comprati. Ai cittadini esasperati non resta che dargli fuoco, bruciare tutto, e poi tossire nell'aria acre, lacrimare in mezzo alle esalazioni tossiche. Quante tonnellate di rifiuti ci sono a Napoli? Tremila, diecimila, centomila? E quante ce ne sono nella provincia, nella campania? Centinaia? Migliaia? Quanti fuochi accederanno nella prossima notte? E chi lo sa. Forse lo sanno le istituzioni che però non sanno più dove mettere le mani, o magari non hanno la forza di farlo per davvero. Forse lo sa la camorra che sui rifiuti e sulle discariche distrugge una terra ma fa prosperare i suoi affari, come un Re Mida al contrario, li tocca e li fa diventare oro. Forse lo sa la povera gente che blocca i camion, la gente che è causa del suo mal ma poi non smette di piangere se stessa, appestata dalla miseria, dal tanfo e dalle malattie. In fondo ci hanno campato tutti con la monnezza. E hanno fatto mangiare. "Destra. Sinistra. Centro. Governatore dopo governatore". Ci hanno campato alla grande, come scrive D'Avanzo su Repubblica o Saviano nelle sue inchieste. Fin quando la monnezza è diventata troppa, e si è presa la sua rivincita su chi l'ha fatta crescere. "Progettisti, ingegneri, portaborse, lavoratori socialmente utili, burocrati, sei commissari straordinari nominati dal 1994, quasi due miliardi di euro scialacquati, imprenditori che studiavano piani per termovalorizzatori mai costruiti, esperti ricompensati con lautissime prebende, nullafacenti e pregiudicati sistemati in consorzi fasulli, funzionari in auto blu". Scarti e sprechi. E' l'altra spazzatura di Napoli, è la malattia degenerata di un sintomo che affligge un paese grande come l'Italia.
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