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9.2.07
Le cose che non dico Andremo all'anagrafe e ci ameremo con ricevuta di ritorno. "Dica?". "Dico". Meglio la raccomandata in busta chiusa, meglio una firmetta surgelata da spedire per posta. Per carità, soprattutto per evitare scene sconvenienti. Magari due uomini pelati e trepidanti che varcano il portone del municipio, senz'altro mano nella mano. Oppure due donne che salgono le scale con sguardi ammiccanti e sicuramente concubini, ci scappa pure una carezza sui capelli. Inaccettabile, perché questo sono cose che sottintendono passione, amorose libertà, civili liberazioni. E, si sa, il cuore tenero non è una dote di cui siano colmi gli impiegati dell'anagrafe, e tantomeno i parlamentari del santo romano parlamento. E questo disegnino di legge dei Dico, licenziato dal governo ma ancora da passare all’esame delle Camere, chissà con quanti altri lividi e quante altre amputazioni, probabilmente è meglio di nulla, una piccola conquista per questo paese stagnante. Secondo Scalfarotto, "non confondiamo causa ed effetto: in un paese più aperto, meno gretto e più civile si sarebbe avuta una legge migliore. Il problema vero non è cambiare la legge, il problema è cambiare l'Italia". Eppure si deve andare avanti. Forse approveranno una legge che si proclama sui "diritti e doveri delle persone conviventi", una legge per tutelare gli individui, con anni di attesa per vedersi riconosciuti alcuni diritti basilari – ma uno i diritti ce li ha o non ce li ha? - ma già ti passa l'allegria. Giusto il tempo per arrossire e poi sventolare la conquista di un gentile pezzo di carta. Un po’ di diritti, un po’ di menzogne. Una legge mascherata da subito col gelo della solidarietà civile, del mutuo soccorso, dei cugini solo che dividono l'affitto, delle sorelle anziane che si spartiscono malinconie e badanti. Legami tra due persone misurati col metro del passato trascorso e non con la promessa del futuro da vivere. Anche perché froci con le leggi non lo si dice. Che le unioni civili, o come le si vuole chiamare, si fanno per gli omosessuali che si amano e vivono insieme, fanno l'amore e intanto aspirano alla pensione e all'eredità. Scandali da rimuovere, verità da nascondere. All'anagrafe, due fogli separati e un francobollo. Bisogna essere umili, perchè come ha detto Vladimir Luxuria "meglio avere il terreno senza casa, che non avere nemmeno il terreno". Ma quante vita rimossa per arrivare a queste gentilissime righe di legge.
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