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28.1.07
Niente da capire Fermarsi una volta tanto, sulla riva delle cose, e decidere di non capire. Un paragrafo dell'Artista, romanzo di Gabriele Romagnoli, racconta la storia di una donna di Taiwan incontrata una sera a New York. I taiwanesi - raccontava questa donna - a causa di una particolare conformazione della lingua, non riescono, almeno per la maggiorparte, a parlare un inglese comprensibile. In effetti, si riuscì a capire quanto aveva detto solo quando la persona al suo fianco lo ripetè con parole sue. Lei era una ricercatrice scientifica, si occupava di sogni e di biologia. Un giorno aveva tenuto una conferenza alla Columbia University, in un'aula affollata di docenti e studenti. Quando aveva cominciato a parlare si era accorta che molti si erano infilati le cuffie, aspettandosi la traduzione simultanea da qualche lingua straniera. E invece stava parlando inglese. Lei continuava a parlare, e quegli altri giravano manopole e premevano bottoni, imprecando. Qualcuno si appisolava. Qualcun'altro mandava messaggi col cellulare. Molti avevano rinunciato ed erano usciti dalla sala. Un solo uomo la seguiva e prendeva appunti su un grosso quaderno rosso. "Lei aveva le lacrime alla frontiera degli occhi, ma le fermò per quell'uomo che prendeva appunti. Continuò a parlare soltanto per lui". Alla fine chiese se qualcuno aveva domande da fare. Lui, da solo, alzò la mano. Fece una domanda che lasciava intendere un diverso approccio alla materia trattata. Lei tentò una risposta. Poi, nel giardino dell'università, lui le rivolse una seconda domanda: se quella sera lei volesse andare a cena con lui. Tre mesi più tardi si sposarono: lui era la persona ora al suo fianco, che ne traduceva le parole dall'inglese all'inglese. L'unico a capirla, in tutta l'America. L'amore nasce dalla comprensione? Capire, bisogna capire? Ma la donna di Taiwan disse un'altra cosa, e lui ancora la tradusse. Disse che dopo il matrimonio, sistemando i libri nella casa nuova, aveva ritrovato quell'enorme quaderno rosso, dove lo aveva visto prendere appunti, pochi mesi prima all'università. Lo aprì con delicatezza. Vide le pagine di quel giorno. Non c'erano appunti ma solo scarabocchi, segni senza senzo, e una scritta ripetuta: "She's a dream". Lei è un sogno. In silenzio lei aveva richiuso quel quaderno, capendo che lo avrebbe amato per questo e per molto tempo. Capire, non c'è niente da capire? "Perché l'amore non vive di miracoli, ma della scelta di provare a comprendersi, anche quando non ci si capisce una mazza".
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