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14.10.05
Il nostro tempo sballato Povero Lapo, e ora? Lo hanno sbattuto in prima pagina, e l’altra sera bastava accendere la tv per assistere all’allegra vivisezione di un dramma privato. Memorabile, come nel suo genere, la puntata di Porta a porta: dalle dissertazioni del conte Gelanio su quanto sia maleducato che le persone si alzino da tavola durante i pranzi per andare a pippare, alla Palombelli che "io, di gente che tira coca, non ne ho mai conosciuta in vita mia" (rassicurandomi che forse ho una vita almeno più interessante di quella della Palombelli), fino a quell’altra di non-so-quale-associazione che a un certo punto si lanciava nell’appello alle mamme d’Italia affinché il lunedì mattina vadano a prelevare le urine dei loro figli, poi Crepet che ammette di aver usato anfetamine prima dell’esame di maturità (vabbe’, a quelli della mia classe ce lo consigliò già una fricchettonissima prof. di inglese), e la rivelazione che se una madre incinta beve un bicchiere di vino al giorno rischia di compromettere la vita del nascituro. Insomma è come se tutto il popolar-semplicismo d’Italia non attendesse che queste occasioni per manifestarsi in tutto il suo rinnovato fulgore. Quanti sepolcri imbiancati, mammamia. Il povero Mentana, invece, di puntate sulla coca se n’è già bruciate tre o quattro, appena al fiorire dei primi scandali, e comprensibilmente ora la cupa faccenda di Lapo Elkann gli permette di buttarsi su altri cuori di tenebra della società italiana. Tipo i trans. Tipo Donato B. detto Patrizia, che chiama l’ambulanza finendo nei casini. E tutti a scuotere la testa increduli: ma come, un ragazzo così carino, un ragazzo che aveva tutto, ma che bisogno c’era... Magari tra poco mia madre per telefono mi chiederà "ma anche tu ti droghi?", e il quadretto sarà completo. She don’t lie, she don’t lie, she don’t lie. Ma deve esserci in giro un’epidemia, deve esserci in giro roba tagliata male, di questi tempi, per la gioia dei benpensanti. "Adesso vengano a dirci che era depresso pure Lapo Elkann, ci rivelino che viveva un momento difficile e che aveva perso un figlio o un’amica o un dente del giudizio" ha scritto Filippo Facci in un articolo molto lucido sull’argomento. "Dunque raccontiamocela giusta, partiamo da un dato reale che meramente è questo: la droga, o certa droga, non solo esiste, ma esiste da sempre e la gente la prende da qualche millennio perché piace ed è fantastica. Il dettaglio è che fa molto, molto male". Sostiene Facci: è stupido pensare che la droga non faccia male o sia un passatempo come altri, ma è altrettanto stupido pensare che la droga sia una cosa moralmente riprovevole o che se uno la prenda sia solo un triste malato tossico. Capire di cosa si sta parlando, insomma. Capire che, certo, drogarsi è da cretini. Ma pure che tutti, in mezzo ai pasticci della vita, abbiamo i nostri tempi sballati. "C’è chi tenta di farcela con la cocaina e chi ingoiando rospi". Ora: si può essere dei cretini per tanti motivi. Perché si esagera, perché ci si fa scoprire come un fesso qualunque, perché a volte per sentirsi meglio non basta fidarsi solo di se stessi, perché ci metto al massimo dieci minuti a trovare un po’ di roba a 40 euro al grammo, perché non calcolo quanta distanza sociale c’è tra me e il manager con fotomodella al seguito oppure tra me e l’emarginato di borgata che comincia “a spigne”, perché il proibizionismo imbecille di questo Paese preferisce mandare i gendarmi ai giardinetti coi disgraziati e i ragazzini che si fanno una canna. O solo perché quando succedono cose del genere, quando capita a qualcun’altro, faccio finta di niente. She don’t lie, she don’t lie, she don’t lie. Scrive Francesco Merlo su Repubblica di oggi: "Siamo tutti 'psiconauti' come diceva Junger, naviganti della psiche, innamorati di noi stessi e disgustati dal mondo, tutti a cercare di vivere fuori di sé, a coltivare un proprio doppio". A ciascuno il suo, insomma. Meglio l’outing preventivo, consiglia qualcuno. Hai visto mai. Io, per dire, ho perso una vecchia foto con gente che sniffava popper in una lontana gita scolastica sulla riviera romagnola, mentre dovrei avere in qualche cassetto una foto-ricordo in compagnia di un mio amico e di un trans spagnolo un po’ ciccione. Eccomi, sto anche prendendo una leggera dipendenza per il Martini. "Mamma, non ti preoccupare". Ora salta fuori pure che Lapo sarebbe stato beffato per errore dall’estratto di papavero, e non dal fogliame di montagna. Scena già vista: ricordate Uma Thurman in Pulp Fiction? "Cazzo, che botta, cazzo!!".
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