LUDIK all'incirca un blog di Luca Di Ciaccio
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12.5.05
Trovare l'alba dentro l'imbrunire Ci deve essere un senso dell'imponderabile, di ciò che muove i piani delle nostre vite quotidiane portandoli lontano dalle conclusioni scontate. Forse vale come con le note di un pianoforte, che vorremmo inseguire e strappare al tempo che fugge. O come l'ossessione nuovissima dei frammenti di noi che amiamo spargere nel pentolone della Rete. Ieri sera, per esempio, da Bibli, c'era lui che ha trovato riparo in una stanza della sua casa in Toscana, col pianoforte, le poesie di Carver e una finestra aperta sul mare, per comporre musiche intitolate a segreti, dita, alberi, prime volte sull'erba, luci di taglio e prove di volo, e ora si sistema guardingo su una sedia dell'ultima fila, insieme ai ritardatari come me. C'era lei, mani bellissime a carezzare i tasti bianchi o neri e occhi intensi a leggere il pentagramma. C'era lui che alla fine della serata ha staccato le sue foto dai muri e le ha regalate a noi che eravamo lì, raccontandoci di quelle cose che al mondo ancor si fanno per il piacere gratuito di farle (senza badare all'ossessione di essere fighi, senza rimpiazzarle con qualche quotazione di mercato). A me, poi, è toccata questa.
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